La cultura e lo spettacolo non sono solo strumenti di intrattenimento o arricchimento personale, ma veri e propri motori di sviluppo sostenibile, capaci di attivare un’economia virtuosa e generare lavoro dignitoso. Questo il messaggio centrale emerso a Roma durante l’evento “Il Goal necessario: la cultura, fondamento dello sviluppo sostenibile”, organizzato da Asvis realizzato in collaborazione con la Direzione Generale affari europei e internazionali del Dipartimento per l’amministrazione generale del Ministero della Cultura e svoltosi lo scorso 26 maggio nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026.
L’Osservatorio Spettacolo e Ambiente è stato invitato a portare il frutto di due anni di lavoro e di analisi all’interno del dibattito moderato da Marco Frittella, in particolare durante il panel “Economia della cultura e lavoro dignitoso”.
L’incontro ha visto un proficuo confronto tra istituzioni e associazioni, con gli interventi di Angelo Piero Cappello (Direttore generale del Ministero della Cultura) e Simonetta Giordani (Segretario generale dell’Associazione Civita) sulla necessità di unire tutele lavorative e transizione ecologica.
A rappresentare l’Osservatorio è intervenuto il direttore scientifico Marco Gisotti, che ha offerto una panoramica chiara e incoraggiante sul legame tra mercato del lavoro, nuove generazioni e competenze legate alla sostenibilità (green skills).
Gisotti ha esordito ricordando le radici dell’Osservatorio, nato due anni fa grazie a un progetto PNRR e frutto della sinergia tra attori chiave del settore: l’ANEC Lazio (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), l’ATIP (Associazione Teatri Privati Italiani) e la Fondazione Green Cross Italia, da quindici anni attiva alla Mostra del Cinema di Venezia proprio per analizzare le opere cinematografiche sotto la lente dell’impatto ambientale.
Pur registrando le storiche criticità del comparto — come la precarietà, la discontinuità contrattuale e i divari di genere nell’accesso alle cariche apicali — il direttore scientifico ha voluto lanciare un messaggio di forte ottimismo, basato sui dati reali raccolti dal sistema camerale italiano.
“Oggi il mercato del lavoro è cambiato tantissimo” – ha evidenziato Gisotti. – “Su cinque persone cercate, quattro vengono selezionate soprattutto se possiedono competenze e sensibilità green. Essere ‘green’ oggi non è un fatto ideologico, significa semplicemente fare le cose bene: consumare meno energia o saper fare economia circolare.”
Nel settore dello spettacolo, la richiesta di figure professionali dotate di sensibilità ecologica ha registrato un vero e proprio boom: negli ultimi cinque anni, la domanda è cresciuta del 63,5%, trainata non solo dalle figure tecniche ma anche da quelle più creative, come registi e sceneggiatori.
In un contesto demografico italiano caratterizzato dalla denatalità e da una conseguente contrazione del numero di giovani sul mercato, questa transizione rappresenta un’opportunità unica per le nuove generazioni. I giovani, secondo Gisotti, sono una risorsa preziosa e avranno un potere contrattuale maggiore rispetto al passato, potendo ambire a trattamenti economici migliori, a patto di specializzarsi e acquisire quelle competenze verdi che le imprese cercano disperatamente ogni mese.
Gisotti ha concluso l’intervento con una suggestione che ridefinisce il concetto stesso di domani: se fino ad oggi siamo stati abituati a sperare in un “futuro roseo”, i dati e le tendenze attuali ci dimostrano che, per il settore della cultura e dello spettacolo, il futuro sarà decisamente verde.
Video completo del panel:
Video dell’intero convegno:
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